La pipì degli Angeli
Quant’è buono mamma mia
Questo vino d’Orosìa…
Che colore, che purezza!
Degustarlo è una dolcezza.
Sono aromi celestiali
Che non hanno al mondo uguali,
Chi assapora questa essenza
Vive un’unica esperienza
E perciò lodata sia
Chi produce l’Orosìa,
Chi ha intuito e poi ha creato
Questo bianco profumato.
È un gran vanto e non lo cela
La nostra amica Emanuela,
È un prodotto buono e sano
Che ti somiglia, sai Piovano?
Ed stato un gran piacere
Visitare il tuo podere
Star con te come in famiglia
Passeggiare nella vigna,
Vedere i tralci ben legati
Là dove sono coltivati…
È da allor che in cuore tengo
Le contrade di Bollengo:
Danno un nettare dorato
Che dal ciel sembra donato…
Non è vino questo qui
Ma è degli Angeli pipì!
La sua fama prenda piede…
Sia a versarlo Ganimede
E lo mesca nel bicchiere
Degli Dei l’aureo coppiere
Ché non è soltanto un vino
Ma qualcosa di divino:
Sia cambiato il nome Oròsia
D’ora in poi si chiami Ambròsia!
Bollengo, 18 marzo 2017
Lorenzo Bocci


