
Maximo Collins
in
Anamnesys, Cosmovisione pittorica del Kamaloka e Devachan e i mondi astrali
Nato in Cile, cittadino italiano dal’79, è uscito dal suo paese negli anni Settanta per continuare a studiare teatro alla Real Escuela de Madrid e in Polonia con Grotowski, quindi si è stabilito a Roma dove ha espresso poco più che ventenne la sua creatività con una mostra di pittura e ha iniziato a lavorare nel cinema sui set di Pupi Avati e Fellini, ha scritto numerose sceneggiature, ha collaborato al film Santa Sangre di Jodorowski, ha vinto il premio speciale di sceneggiatura al festival latinoamericano di Trieste per il cortometraggio «Esperame en el cielo». La poesia lo ha accompagnato costantemente insieme alla pittura, un congegno inseparabile di ispirazione spirituale alimentato dai suoi viaggi in India e dallo studio dell’antroposofia di Rudolf Steiner. Ha pubblicato le raccolte di poesie «La filosofia del amor» (Ril Editores) e «Escribanme al universo» (Circulo Rojo)

