INAUGURAZIONE CHIESETTA DI SANTA EUROSIA A BOLLENGO

COMUNICATO STAMPA

Bollengo, 15 dicembre 2025

Bollengo ritrova la sua chiesetta: completato il restauro di Santa Eurosia

Inaugurazione lunedì 15 dicembre 2025 alle ore 10.00 – Via Piane inf.7, 10012 – Bollengo (TO)

Un gioiello seicentesco restituito alla comunità

La Chiesetta di Santa Eurosia, preziosa testimonianza barocca situata alle pendici della Serra Morenica di Ivrea,lungo un affascinante tratto della Via Francigena di Sigerico, è stata restaurata e riportata alla sua forma originaria grazie a un intervento di restauro conservativo finanziato dal PNRR M1C3 Turismo e Cultura – Misura 2 “Rigenerazione piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale”, Investimento 2.2.: “Tutela e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale – D.D. n. 68/A2002C/2023 del 21/03/2023

Il progetto è stato promosso dalla regista Emanuela Piovano, attraverso la società Magnolia Semplice, proprietaria dell’immobile.

La storia e il culto di Santa Eurosia

Il culto di Santa Eurosia (in spagnolo Santa Orosia) affonda le sue origini nella tradizione orale di Yebra de Basa, piccolo paese sul versante spagnolo dei Pirenei. Qui si conserva la reliquia della testa della martire, venerata come Patrona della montagna, mentre il corpo è custodito nella cattedrale di Jaca, antica capitale del Regno d’Aragona.

La documentazione medievale è andata perduta, ma studi del Novecento ricostruiscono la vita di una giovane vissuta nell’864, che scelse l’eremitaggio sul monte di Yebra dopo aver rifiutato un matrimonio imposto. In un territorio teatro di scontri tra la Penisola Iberica sotto dominio arabo e il regno dei Franchi, Eurosia sarebbe stata uccisa e decapitata durante una razzia.

Il culto, già diffuso in Spagna dal XV secolo, venne riconosciuto ufficialmente nel 1902 da papa Leone XIII. La martire era invocata soprattutto contro tempeste, fulmini, grandinate e per la protezione dei raccolti.

In Piemonte la devozione giunse grazie ai soldati spagnoli, presenti a Ivrea nel 1641 durante la guerra civile piemontese. I racconti dei loro prodigi fecero nascere una forte venerazione popolare. Nel 1658, gli eporediesi Francesco Ludovico Alberga e Giovanni Domenico Bottiglione edificarono una cappella dedicata alla santa nelle loro vigne in regione Piane di Bollengo.

Per secoli, il 26 giugno, la popolazione si recò in processione alla chiesetta per la celebrazione della Messa.
Nel tempo, però, il complesso cadde in abbandono fino alla rovina e alla sconsacrazione. Già nei primi anni Ottanta del Novecento – come rilevato da Mons. Testore nella Storia civile e religiosa di Bollengo – il calice e la campana erano stati consegnati da anni al prevosto e destinati ad altri usi.

La proprietà e la rinascita della tenuta

Nel corso del Novecento, la tenuta – comprendente la chiesetta, Villa Cossavella, i vigneti e le pertinenze – appartenne anche alla Olivetti, in anni successivi alla visione territoriale di Adriano Olivetti e sotto la presidenza di Carlo De Benedetti.
L’acquisizione si inseriva nella sensibilità olivettiana per la tutela e la valorizzazione della Serra d’Ivrea, con l’obiettivo di proteggere il paesaggio rurale acquisendo proprietà storiche o dismesse.

Tra queste realtà figurava Villa Magnolia, elegante villa seicentesca un tempo parte del patrimonio Olivetti.

Nel 1982, la tenuta venne acquistata dalla società Magnolia Società Semplice, che avviò un ampio progetto di rinascita. La villa fu restaurata dallo Studio Hutter – Cordero, allievi di Carlo Mollino, secondo un linguaggio razionalista ispirato all’Art Brut, pubblicato anche su Domus. Contestualmente furono recuperati i vigneti e il paesaggio circostante.

Da questa rigenerazione è nata l’azienda agricola Orosia, fondata da Emanuela Piovano, coltivatori di Erbaluce di Caluso DOCG biologico e luogo di sperimentazione culturale dedicato a relazioni, sostenibilità e qualità della vita. Il logo aziendale riprende il rosone seicentesco della chiesetta, oggi riportato alla luce.

I Giorni di Orosia

Negli ultimi anni, Villa Magnolia ha ampliato la propria vocazione culturale ospitando eventi aperti al pubblico in collaborazione con il Comune di Bollengo.
Tra questi, l’iniziativa “I Giorni di Orosia”, pensata per presentare progetti, spettacoli e percorsi che favoriscano: la riflessione sulle buone relazioni, la valorizzazione dell’ambiente, la conoscenza e promozione dei prodotti enogastronomici locali.

Un percorso che unisce cultura, territorio, agricoltura e comunità.

Il progetto di restauro della Chiesetta

Il recupero della Chiesetta di Santa Eurosia è stato pensato per rispettare l’identità storica dell’edificio e creare un dialogo armonico tra antico e contemporaneo.

  • Progetto architettonico iniziale: Studio Atelier Gastaldo Brac & Beata
  • Direzione lavori e completamento: arch. Alessandro Parisi e arch. Chiara Mondino

Interventi principali

•Contrafforti esterni
Nuovi sostegni in linguaggio brutalista assicurano la stabilità della copertura e dialogano con le architetture della vicina villa.

• Interni e murature
Restauro degli intonaci con porzioni di mattoni a vista, lasciati intenzionalmente come testimonianza storica delle fasi costruttive.

• Muretto di contenimento e recinzione
Realizzati in cemento casserato; il muretto include già l’inserto in Corten che riproduce il logo tratto dal frontone seicentesco della chiesetta.

• Accessibilità
Nuova scala laterale e pedana per persone con disabilità, costruite in mattoni a vista per coerenza con il linguaggio materico esistente.

Inaugurazione

Via delle Piane 7, Bollengo (TO) – 15 dicembre 2025 – Ore 10.00

Interverranno: Sergio Luigi Ricca, Sindaco di Bollengo, Emanuela Piovano, Magnolia Semplice, Gli architetti e i professionisti coinvolti nel restauro

A seguire, brindisi inaugurale con i vini biologici dell’azienda Orosia.

L’opera è stata realizzata grazie alla professionalità di:

FORTEA

         IMMOBILIARE GRAN PARADISO

          OME CATELLA

CENTRO RESTAURI FAVRIA

TOS GIANNI & C.

MAZZUCCATO MARCO IMPIANTI ELETTRICI

RICCA GARDEN

IMPRESA EDILE DI SCANTAMBURLO RUGGERO

        GME MONTASCALE